Tibetan Mastiff: la razza
Molto si è parlato e si parla e si discute a proposito delle caratteristiche peculiari del grosso cane tibetano: chi lo vuole enorme, perché così è stato descritto, chi dice che il grande Mastino del Tibet non è mai esistito e un cane così non sarebbe adatto alle montagne Himalayane e deve essere di media taglia, chi lo descrive come feroce e inavvicinabile, chi lo vede gentile compagno di tutti i membri della famiglia. E che dire del folto mantello e dei suoi colori: il pelo deve essere medio o lungo? Il vero Tibetano è tutto nero oppure rosso o nero focato o, ancora, grigio o grigio focato? E come deve essere considerato il nostro, un vero mastino o un cane da pastore....
Né risolvono la disputa le descrizioni dei viaggiatori, spesso discordi, alcune esagerate, altre ancora confuse. La maggior parte di quanto è stato scritto, dai tempi di Aristotele in poi, concorda comunque sull’esistenza, in Tibet, di un grande e possente cane da guardia.
La verità è che in Tibet ci sono stati e ci sono tutt’ora vari e diversi tipi di cane, di diversa morfologia, comportamento, colore ed attitudine. Ci sono i cani da guardia, tenuti a catena di giorno, quelli più leggeri che accompagnano le carovane dei nomadi, quelli "da compagnia", ecc...., e sono neri, oppure bianchi, o nero focati o, ancora, bianchi e neri o rossicci o grigi.... Ciò è dovuto alla vastità di quel territorio ed al fatto che i cani sono sempre stati selezionati per il lavoro di loro competenza piuttosto che per fini estetici.
Di certo i cani che vivono negli immensi altopiani del Chattang o nell’Amdo sono di tipo differente da quelli delle zone limitrofe alla catena Himalayana. In questa selva di animali emerge però, da serie descrizioni, disegni e, in tempi moderni, fotografie e filmati, il molosso tibetano.
Nato migliaia di anni fa nei vasti altipiani a nord del Tibet (ben distante, quindi, dalla zona Himalaiana), dal lupo tibetano, più grosso e pesante di quello europeo, è stato allevato come bene prezioso dai nomadi, che lo hanno commerciato, tramite le carovane che trasportavano il sale, con le zone più a sud, il Nepal e l’India, ed anche con quelle ad ovest.
Era il Do-Khyi, fedele custode dell’accampamento, delle donne e dei bambini, in assenza degli uomini. Negli accampamenti o nei piccoli villaggi, questi cani appartenevano, spesso, a tutta la comunità e, tenuti a catena di giorno, venivano liberati la notte, rivelandosi pericolose sentinelle. Talvolta, in una cucciolata nasceva uno Zang-Kyi, o cane pregiato, che finiva, con buone probabilità, a fare la guardia presso un monastero....
Ora, considerando il notevole dimorfismo presente tra i soggetti allevati in occidente, descriverò le principali caratteristiche di razza tenendo presente i miei cani e quelli con le medesime linee di sangue. Il Mastino Tibetano è senz’altro un cane fuori dal comune, con le sue peculiari caratteristiche, alcune delle quali tipiche lupoidi (o di cane ancestrale), che lo distinguono da tutti gli altri cani. Caratteristiche di cane "antico" che si riscontrano sovente nei soggetti di tipo assai rustico che vivono o che provengono dalle zone dell’Asia centrale oltrechè, naturalmente, dal Tibet e dalle zone limitrofe.
Fortissimamente dominante, non è un animale da branco, a meno che esso sia costituito dalla coppia! Qualche femmina convive senza problemi con delle altre, anche se è cosa rara, ma assolutamente non si può pretendere che il maschio, padrone assoluto del territorio, accetti un pari sesso. Naturalmente, se con il maschio dominante vive un cucciolo di pari sesso, i problemi arriveranno verso i quindici mesi di età di quest’ultimo.
Proprio questo forte senso del territorio, nel quale considera suoi e sotto la sua protezione gli altri animali, lo rende un eccellente cane da guardia. In questo senso anche i bambini usufruiranno della sua protezione: il tibetano equilibrato non sarà pericoloso per essi, ma guai a chi li toccherà.
Con una personalità così forte, sarà ovviamente necessario ed indispensabile che il padrone (o i padroni ) sia, nella gerarchia, sopra di lui, in qualità di capobranco. Il cane si sentirà più tranquillo e vivrà meno stressato.
Preciso che nel lavoro di selezione che stiamo facendo si vanno a stemperare quelle caratteristiche di dominanza e forte personalità che, seppur molto tipiche ed interessanti, non sono, tuttavia, facili da gestire nel mondo moderno.
Molto interessante e tipica lupoide è la sua riproduzione. Le femmine di tibetano hanno infatti, esattamente come le lupe, un solo calore annuale e stagionale: gli accoppiamenti avverranno quindi esclusivamente nel tardo Autunno ed in caso di insuccesso, bisognerà attendere l’anno successivo; questo è uno dei motivi per cui spesso gli allevatori non dispongono di cuccioli. E’ interessante osservare come, nell’altro emisfero, i tempi si invertano e le femmine vadano in calore a fine Primavera.
La femmina, spesso molto dura nei confronti del maschio durante il periodo dell’estro, sarà una ottima madre e si occuperà in tutto e per tutto della prole, risultando alcune volte inavvicinabile per il padrone nei primi giorni dopo il parto. Difficoltà si riscontrano anche nel voler stabilire i giorni esatti per le monte poiché il ciclo si rivela anomalo e molto più lungo di quello dei cani "normali".
I cani attuali delle nostre linee, misurano dai 70 ai 75 cm. al garrese per il maschio ed il peso varia dai 60 ai 75 Kg., mentre le femmine, normalmente più piccole e meno appariscenti, vanno dai 65 ai 71 cm. al garrese per un peso che varia dai 40 ai 60 kg. Misure che ancora non ci soddisfano, ma certamente molto diverse da quelle che contraddistinguono quei "cagnetti" che si vedono alle esposizioni e che taluni hanno l’ardire di chiamare "Mastino tibetano"!!
La testa è importante, con l’occipite pronunciato che dà quella auspicabile forma a "triangolo" nella vista frontale.
I canini risultano fortemente sviluppati, più che in qualsiasi altra razza, gli occhi orientali con la caratteristica "pagoda". La canna nasale, che lo standard vuole nel rapporto 1 a 1 con lo spazio che intercorre tra lo stop e l’occipite, è, a mio avviso, preferibile un pelo più corta, tipo Alishan, per sottolineare l’aspetto mastineggiante. Un’ottima testa sarà addirittura sproporzionata, rispetto al corpo, tanto sarà dimensionata.
Lo stop non è deciso come per il Terranova, ma deve essere evidente. Non amo le teste che definisco "lupoidi", con stop sfuggenti e canne nasali molto lunghe, che purtroppo caratterizzano molti soggetti : non certamente quelli da me prodotti !!!
La tipica "cuffia" impreziosisce la testa ed è auspicabile, anche se rara, la presenza di un folto collare tipo criniera dal collo ad inizio dorso, più riscontrabile nei maschi o nei Tibetan di color fulvo.
Senza andare nei particolari possiamo dire che i nostri Tibetan Mastiff presentano una corporatura discretamente potente, con movimento elastico ed elegante; la coda, portata arrotolata sul dorso, dà al cane un aspetto superlativo, più corto, bello da vedere.
Maurizio Rivoira, 2005





